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    UE: Valentini, “Servono riforme strutturali, colpo da super Mario”

     

    “Il conflitto che si è aperto in Ucraina rappresenta uno shock più grande e pericoloso della pandemia. Un uno-due che rischia di mettere al tappeto le nostre fragili economie, soffocando sul nascere una ripresa mondiale sorretta da uno stimolo monetario senza precedenti”. Lo ha detto il vice presidente vicario dei deputati di Forza Italia, Valentino Valentini, intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso del question time. L’esponente azzurro ha posto una domanda al Presidente del Consiglio per conoscere “le iniziative in fase di definizione, nonché quelle già intraprese dal governo, anche in sede europea, al fine di sostenere cittadini e imprese e ridurre il più possibile i danni direttamente e indirettamente causati dal conflitto in Ucraina e dalle sanzioni inflitte alla Russia, per affrontare un’economia di nuovo a rischio recessione e stimolare la domanda interna dell’UE”. “Il rischio – ha sottolineato – non è solo di disintegrare la coesione economica dell’Ue ma soprattutto di far saltare il livello più profondo, ovvero quel tessuto interconnettivo di valori e principi che ha tenuto insieme le democrazie liberali nell’ultimo dopoguerra. Il Presidente del Consiglio usi tutta la sua credibilità e prestigio per far comprendere ai nostri partner che è necessario un nuovo Fondo di solidarietà, Next Generation Eu non basta, così come un ulteriore emissione di debito comune e quindi l’allargamento del perimetro del bilancio federale per l’Unione. Inoltre – ha continuato Valentini -, è necessaria la flessibilità nell’applicazione delle regole della concorrenza negli aiuti di Stato. Poi, bisogna pensare anche a riforme strutturali: rivedere i parametri del patto di stabilità e crescita al fine di considerare le spese per la difesa come investimenti e non come spesa corrente; un piano di approvvigionamento e stoccaggio energetico a livello nazionale nel contesto di una vera e propria politica energetica europea, che si affianchi alle grandi politiche strategiche dell’Unione; infine, una politica comune e non uno scaricabarile rispetto ai profughi e all’immigrazione. Dobbiamo far funzionare i Trattati, altrimenti questa volta non ne usciamo e falliremo nel compito storico che ci siamo dati come Unione, al quale i Paesi limitrofi guardano con rinnovata speranza. E per tutto questo – ha concluso – ci vuole? un colpo da Super Mario”, ha concluso.