CICCHITTO: PdL, “Non lasciamo il partito agli imprenditori”

Rottamare i politici per mettere in campo una squadra di imprenditori ha un rischio: che si parta con l’intenzione di mobilitare grandi nomi dell’impresa, per poi doverci accontentare magari di mezze calzette. In generale ritengo che un partito non possa essere appaltato, regione per regione, a degli imprenditori. La politica deve avere passione, cultura e un’anima. Dirigere un partito a livello locale significa misurarsi dalla mattina alla sera con gli eletti, con gli interessi organizzati, con le categorie. Su Forza Italia, da parte mia, zero pregiudiziali. Sono ben altri i problemi da affrontare come gli ultimi risultati elettorali alle amministrative dovuti anche al fatto che il Pdl non e’ strutturato sul territorio, ha un meccanismo poco efficace di selezione dei candidati e paga le difficolta’ dei suoi alleati. Il vecchio mondo di An si e’ frantumato. La Lega vive una profonda crisi. Comunione e liberazione non costituisce piu’ un traino. Il mondo cattolico moderato non si mobilita come un tempo. A proposito di Iva e Imu deve esser ben chiaro a tutti che il governo non puo’ certo trasformarsi in un Monti-bis. Perche’ il capitolo Imu e Iva non e’ stato solo il vessillo della nostra campagna elettorale, ma quel che piu’ conta e’ che si tratta di una richiesta che viene a gran voce da tutta la societa’. O si rimettono in moto domanda e investimenti nei settori legati alla casa, comparti che l’Imu ha strangolato, oppure siamo nei guai. Abbiamo registrato gia’ qualche passo in avanti, Fassina e Brunetta hanno dialogato in termini costruttivi. Quindi si profila gia’ un consiglio dei ministri positivo che dovrebbe affrontare il nodo Equitalia, la semplificazione e le opere pubbliche. E qui si raschiera’ il barile.
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