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    Intervento dell’ On. CAPEZZONE

     

    CAPEZZONE

     

    Intervento dell’ On. CAPEZZONE in merito alla “Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54, recante interventi urgenti in tema di sospensione dell’imposta municipale propria, di rifinanziamento di ammortizzatori sociali in deroga, di proroga in materia di lavoro a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni e di eliminazione degli stipendi dei parlamentari membri del Governo”

    On. Daniele Capezzone ,Relatore per la maggioranza per la VI Commissione

    Signora Presidente, ringrazio tutti i colleghi,

    per una discussione davvero positiva e ricca di spunti. Per parte mia – immagino che poi il presidente Damiano vorrà dire la propria –, essenzialmente vi sono tre spunti, tre annotazioni, tre telegrammi da tenere a mente rispetto alle votazioni che avremo domani. In primo luogo, tengo a ribadire che il presidente Damiano ed io abbiamo dovuto un atteggiamento assolutamente rigoroso, certo, ma anche scrupolosissimo sul tema scottante della ammissibilità degli emendamenti, e desidero ringraziare lei, Presidente, per aver ricordato questa mattina gli elementi regolamentari e di prassi che, in modo speciale in materia di decreti, non consentono di andare fuori binario.
    In secondo luogo, desidero ricordare, sempre come linea guida – ed è un mantra per la discussione che abbiamo fatto e per le votazioni di domani –, il carattere circoscritto del provvedimento. Noi dobbiamo avere presente il campo del quale stiamo parlando e giocare una partita che abbia legame con quel campo, non giocare un’altra partita che riguarda un campo più grande che è li, ma che affronteremo tra poco. È un provvedimento limitato, non è una riforma complessiva, in particolare sulla parte fiscale.
    Questo non vuol dire che non sia una norma positiva, è una norma positivissima. Consentitemi, perché ho sentito un po’ di propaganda, che la faccia anch’io, ma propaganda per il decreto: è una norma che non fa pagare molti milioni agli italiani e quindi è una cosa positiva. Poi, se solo per un istante mi devo levare la casacca di presidente di Commissione e di relatore e mettere quella del mio partito, aggiungerei che, siccome gli italiani non hanno pagato questa volta, auspico fortemente che non paghino in futuro e che la norma successiva abbia quel carattere. Ma non è questa la discussione da fare oggi, in questa sede, in questo luogo. Anzi, è importante che si tenga questo dibattito come un avvio del dibattito che avremo tra qualche giorno, in cui è naturale che le diverse posizioni si esprimeranno, si spiegheranno e si dispiegheranno auspicando, come dicevo stamattina, che poi, dalle posizione iniziali, venga fuori una cosa nuova e creativa, una sintesi positiva e creativa.
    Terzo ed ultimo telegramma: abbiamo a mente che questa può essere la legislatura di una riforma fiscale complessiva. La Commissione finanze ha scelto, tutti i componenti insieme, di ripescare la delega fiscale: se saremo assistiti dalla Conferenza dei presidenti di gruppo e dall’Aula – ne siamo davvero fiduciosi e convinti – potremo avere tempi super veloci per chiudere in quindici giorni la fase referente. Può esser un’occasione per un grande riordino, lavorando insieme, tutti i gruppi, anche con un forte coordinamento con il Senato, e poi entreremo nel merito, punto per punto, sapendo che il mood di quest’Aula, ma devo dire di tutti i gruppi e del Paese, è quello di una legislatura di alleggerimento fiscale, di respiro, di un segno meno sulle tasse, in tutte le direzioni. Ciò vale per la tassazione immobiliare, vale per le imposte indirette, vale per quelle che gravano sul lavoro.

    Ho concluso. Agli amici dell’opposizione, che ringrazio in modo speciale per il contributo che hanno dato, perché chi ha la funzione dell’opposizione svolge una funzione che è ancora più importante di quella di maggioranza – e a loro va il mio cuore, perché nella mia breve vita politica ho fatto molti piùPag. 80anni di opposizione che di maggioranza –, però, con il sorriso, consentitemi due suggerimenti non richiesti: il primo, non scarichiamo su questo provvedimento tensioni che stanno fuori da questo provvedimento; il secondo, raddoppiando il sorriso, non usiamo troppo il voi e il noi (voi, voi, voi). Mi permetto di dire a chi usa il voi che poi c’è sempre qualcun altro che userà il voi verso di voi. Diceva il vecchio e saggio Pietro Nenni che c’è sempre un puro più puro che ti epura, e Pietro Nenni non era un berlusconiano.