BRUNETTA: DL Fare, “Troppa confusione su testo definitivo”

Il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso sabato pomeriggio, con una lunga, e immagino attenta, lettura del testo, un Decreto sulla semplificazione dell’azione amministrativa e sul rilancio di settori importanti della nostra economia. Lo chiamano Decreto ‘Fare’, e gia’ il nome e’ una promessa al Paese, alle imprese e alle famiglie. Ottanta articoli, centinaia di modifiche alle disposizioni vigenti, decine di atti necessari a dare corso alle novita’ introdotte. Si tratta di un decreto complesso che richiedera’ un approfondito lavoro parlamentare in sede di conversione in legge. Dalle anticipazioni di questi giorni risulta che il Pdl abbia ottenuto un buon risultato ai fini del rilancio delle infrastrutture e ai fini della semplificazione fiscale, che rappresentano, tra gli altri, due punti fondamentali del suo programma, mentre poco si e’ fatto in tema di Agenda digitale e di semplificazione amministrativa, anch’essi temi di straordinaria importanza e su cui insiste da tempo la Commissione europea, come si evince dalle ultime Raccomandazioni sull’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo. Detto questo, rimane l’urgenza di una tempestiva presentazione del Decreto al Parlamento. Sollecito che deve essere rivolto al presidente del Consiglio, Enrico Letta, e al sottosegretario alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi. Piu’ in generale e’ necessario porre fine alla cattiva abitudine, non piu’ accettabile, non piu’ possibile, senz’altro discutibile e censurabile, di cambiare i testi dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri, sulla base delle eccezioni, non sempre pertinenti, sollevate dalla burocrazia, e spesso motivate da esclusive esigenze di potere. Un cattivo vezzo che genera cattivi pensieri e rappresenta un grave ‘vulnus’ all’autonomia parlamentare, specie in questa circostanza, visto che il Decreto dovra’ essere convertito entro la fine di agosto, in concomitanza con il periodo di chiusura delle Camere.
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