CICU: Aumento Iva, “Positivo il rinvio ad Ottobre, ma serve maggiore incisività sul piano di una riforma complessiva del fisco”

Il rinvio dell’aumento dell’Iva al prossimo mese ottobre è di sicuro una scelta che restituisce ossigeno ad un sistema economico già penalizzato da pesanti flessioni sul piano dei consumi, degli investimenti e della liquidità. Detto questo, tuttavia, occorre aprire una riflessione più ampia sul tema fiscalità nel Paese, introducendo elementi di reale innovazione e defiscalizzazione che avviino un percorso di riforma complessivo sull’Iva, dopo i provvedimenti del 2010.
Oggi il Governo ha varato un pacchetto importante sul capitolo lavoro, e in particolare sull’occupazione giovanile, stabilendo sgravi alle imprese per 794 milioni dal 2013 al 2016 e incentivi per l’assunzione stabile di giovani tra i 18 ed i 29 anni privi di impiego da almeno 6 mesi. E’ di sicuro questa la via che occorre seguire per iniettare nuova vitalità economica alle imprese e alle famiglie, ma occorre avere più coraggio, non escludendo provvedimenti ancora più incisivi nell’ottica di un alleggerimento fiscale vero, che purtroppo da tempo frena la crescita e lo sviluppo del Paese.
La decisione di sospendere l’aumento dell’Iva di un punto percentuale va dunque valutata positivamente, senza escludere tuttavia un’ulteriore estensione temporale oltre il termine di ottobre. Mai, però, a scapito di una tenuta dei conti pubblici o di una perdita di fiducia da parte dell’Europa.
L’obiettivo principale è quello di trovare un equilibrio strategico tra il mantenimento del gettito Iva ai livelli necessari per fornire una fonte importante di entrata e, al tempo stesso, assicurarsi che tale gettito non soffochi le attività imprenditoriali. Un equilibrio realizzabile grazie alla lotta contro la frode fiscale e la riduzione della sovrabbondanza di esenzioni e tariffe diverse.
Va detto, infatti, come, un’elaborazione ripensata di nuovi regimi Iva – a livello nazionale ed europeo – semplificherebbe la vita degli imprenditori onesti, sopratutto nell’ambito delle piccole imprese e del commercio, aiutando tutto il sistema nella fornitura più agile e accessibile di beni e servizi. Quello che occorre evitare è che una politica di riduzione dell’Iva venga sostenuta in copertura da nuovi ingressi tributari indiretti a svantaggio di famiglie e consumatori.
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