BRUNETTA: Rai, “Violazioni par condicio nella trasmissione ‘In mezz’ora’ e pluralismo informazione in ‘Che tempo che fa’ “

In questo contesto non solo si puo’ tranquillamente opinare sull’applicazione delle regole minime di equilibro rispetto alla deontologie professionale, ma si deve certamente osservare che la gia’ bistrattata deontologia della professione giornalistica, da parte della Annunziata, si evidenzia e materializza plasticamente proprio quando si va ad applicare concretamente la par condicio. La Rai deve sempre garantire il rispetto da parte dei suoi giornalisti delle regole deontologiche del proprio ordine professionale, tanto piu’ in un ambito cosi’ delicato quale e’ quello dell’informazione dei cittadini, o quantomeno deve pretendere che i propri dipendenti sappiano almeno tener conto del numero di presenze di esponenti e relative formazioni politiche, se non altro per il rispetto che si deve alla pluralita’ del pubblico televisivo e, nel caso specifico, dei telespettatori che contribuiscono al mantenimento della Rai attraverso il pagamento del canone. Quanto invece a ‘Che tempo che fa’, la tutela del principio del pluralismo non significa lottizzazione numerica degli spazi e degli operatori tra i partiti, ma corretta rappresentazione della pluralita’ delle posizioni in cui si articola il dibattito politico-istituzionale e delle diverse ispirazioni culturali. Tutte le diverse matrici culturali del Paese hanno dignita’ e diritto ad esprimere la propria visione progettuale e la propria interpretazione della realta’.
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