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    Intervento dell’On. ALLI

     

    ALLI P.

    Intervento dell’On. ALLI in merito alla “Discussione della proposta di legge: Realacci ed altri: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali correlati”

    On. PAOLO ALLI

    Signor Presidente,

    credo che il tema sia stato ampiamente sviscerato. La Commissione d’inchiesta sui rifiuti è certamente un valore che si è dimostrato nel corso degli anni e che è opportuno e necessario istituire nuovamente al più presto.
    I rifiuti nel nostro Paese sono storicamente un problema. Le cause sono molteplici e non è certamente mia intenzione, in questi pochi minuti, andare ad analizzarle. Però, devo dire che accanto a operatori del settore dei rifiuti corretti e competenti purtroppo prosperano inefficienza e malavita. Io credo che tra le cause di questo ci sia anche, se non soprattutto, la scarsa capacità di programmazione degli enti che sono preposti a gestire la delicata partita dei rifiuti – mi riferisco alle regioni, alle province e agli stessi comuni –, perché dalla scarsa capacità di programmazione nascono situazioni emergenziali che sono quelle all’interno delle quali prospera la criminalità e la malavita organizzata e, anzi, dovrei dire che le situazioni emergenziali sono molto spesso create e favorite da queste realtà malavitose.
    Ora, la nostra sfida è trasformare tutto questo, che costituisce da sempre un problema per il nostro Paese, ovviamente con caratterizzazioni diverse da regione a regione, in un risorsa come è in altre realtà al di fuori del nostro Paese o, magari, come in alcune regioni del nostro Paese si è iniziato a fare virtuosamente. Servono per questo molti strumenti e certamente la Commissione d’inchiesta è uno di questi.
    Si è già detto del ruolo fondamentale che è stato svolto nella precedente legislatura da questo organismo. Lo dice una persona che ha avuto responsabilità in questo settore in un’importante regione. Le audizioni della Commissione di inchiesta sono sempre state un momento di stimolo all’impegno delle amministrazioni periferiche, sono state un supporto importante all’azione della magistratura e hanno svolto un’importante funzione di informazione. Ecco, io mi domando, insieme a tutte queste caratteristiche, che vanno certamente riconfermate e rafforzate – e mi sembra che l’impostazione che è stata data a questo provvedimento vada in questa direzione – se, oltre a confermare tutto questo, non si riesca a fare evolvere questa Commissione, anche verso una fase diversa, per evitare che possa trasformarsi in un semplice doppione della magistratura o delle forze dell’ordine, cosa che non sarebbe né auspicabile né utile. Per esempio, potrebbe evolvere nel senso di creare una maggiore capacità di prevenzione di quello che accade.
    La prevenzione si fa, si realizza e si attua indicando a chi deve programmare la gestione dei rifiuti ipotesi di lavoro, indirizzi, per esempio mettendo insieme e facendo confronti incrociati tra i dati che si rilevano rispetto alle inosservanze o ai fenomeni criminali e un’analisi della bontà dei piani e delle programmazioni regionali e provinciali. Io sono sicuro che, incrociando questi dati, si scoprirebbero cose molto interessanti. Infatti, come dicevo all’inizio dell’intervento, è certamente un dato di fatto che, laddove c’è inefficienza programmatoria e gestionale da parte degli enti preposti al controllo e alla gestione del controllo della partita di rifiuti, prosperano la criminalità e paradossalmente vengono penalizzati invece gli operatori corretti ed efficienti, che pure esistono. Quindi, una sfida potrebbe essere quella di – ripeto – fare evolvere o comunque di intensificare il lavoro della Commissione anche in direzione preventiva. Per questo serve ovviamente un forte raccordo con il Ministero dell’ambiente, con i vari osservatori dei rifiuti, con i consorzi obbligatori, con le stesse regioni, anche stimolando e favorendo la realizzazione di protocolli d’intesa, per esempio tra le regioni e le forze dell’ordine che, laddove vengono realizzati, danno alle forze dell’ordine strumenti – e mi riferisco per esempio a tematiche delicate come quella dei rifiuti transfrontalieri, ma non solo – ed elementi importanti per intervenire ex ante e non solo ex post, rispetto alle violazioni che vengono fatte. C’è poi un aspetto che mi piace sottolineare, legato alla notevole mole di dati che vengono raccolti e analizzati, che costituiscono certamente un patrimonio da diffondere. Per cui vanno bene l’utilizzo del web, la trasparenza e l’informazione a tutti. Io credo che sarà importante anche capire quali sono i diversi target ai quali comunicare queste informazioni, per evitare, anche qui, che tutto si risolva soltanto in un grande pianto sulla nostra incapacità di rispettare le leggi, e affinché questa attività della Commissione possa diventare anche un elemento di educazione per i nostri cittadini, per esempio anche di educazione ambientale nella scuola, quindi utilizzando una parte di questi dati, magari opportunamente rielaborati, per questo scopo. Anche qui serve ovviamente il raccordo con tutta una serie di altri organismi e la Commissione parlamentare potrebbe essere un luogo di sintesi, che certamente non si sostituisce a nessuna delle responsabilità degli altri soggetti, ma che può rappresentare un momento certamente di coordinamento.
    Quindi, in conclusione, questa Commissione, a mio parere, porta su di sé una grande responsabilità. È certamente un ottimo strumento.
    In Commissione si è fatto un buon lavoro di raccordo tra i vari punti di vista per arrivare ad un testo condiviso. Io credo che, quindi, questa riedizione della Commissione di inchiesta sui rifiuti nasca sotto i migliori auspici. Starà a noi e a chi lavorerà dentro questa Commissione rendere l’attività e le conseguenze di questa attività il più efficaci possibili, anche per gli obiettivi, che mi sono permesso di indicare prima, di prevenzione e di educazione.