CICCHITTO: Papa, “Un conto e’ predicare, un altro e’ gestire l’immigrazione”

Ieri il Pontefice ha sviluppato una riflessione di alto profilo su uno dei piu’ grandi drammi del mondo contemporaneo, l’immigrazione. Un conto e’ la predicazione religiosa, un altro conto pero’ e’ la gestione da parte dello Stato di un fenomeno cosi difficile, complesso e anche insidioso, per di piu’ segnato dall’intervento di gruppi criminali, qual e’ l’immigrazione irregolare che proprio a Lampedusa ha per cio’ che riguarda l’Italia uno snodo fondamentale. Uno Stato degno di questo nome non puo’ abbassare la guardia perche’ rischia di diventare soggetto passivo di operazioni assai dure e pesanti nell’assenza piu’ totale di una solidarieta’ internazionale. Di conseguenza, anche in questa circostanza, va affermata una ragionevole, non oltranzista, ma seria e reale autonomia dello Stato dalla Chiesa. In questo quadro e’ auspicabile che il ministro Keynge non operi forzature unilaterali rispetto a posizioni assai diverse sul tema immigrazione: le tematiche riguardanti ius sanguinis e ius soli possono essere superate solo attraverso mediazioni assai impegnative che richiedono un lavoro politico attento e serio.
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