Febbraio: 2021
L M M G V S D
« Gen    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728

Commenti recenti

    Dichiarazione di voto dell’ on. RUSSO

     

    RUSSO

    Dichiarazione di voto dell’on. RUSSO in merito alla “Conversione in legge del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale”

    ON. PAOLO RUSSO

     Signor Presidente,

    sono ben lieto ed onorato quest’oggi di intervenire, anche perché a presiedere l’Aula c’è un mio autorevole conterraneo, cosa che non può che essere per me altro che un privilegio. Sembra, questa vicenda, una vicenda tecnicista tra scientisti e naturisti, tra chi ritiene la preminenza del diritto alla ricerca a prescindere, e chi ne vuole limitare le opportunità, tra, cioè, due modi di approcciarsi nei confronti del mondo, del vivere civile e della natura. Nulla di più falso, qui si gioca, invece, una partita tutta politica, che riguarda essenzialmente i rapporti e la prospettiva che si vuol dare alla nostra Europa e, in particolare, all’agricoltura europea.
    Dico subito, e senza timore di smentita, che non sono tra quelli che ritengono gli OGM come il male assoluto e capaci di evocare cibi Frankenstein o diavolerie addirittura dannose per la salute umana. Mi chiedo, piuttosto, in chiave laica, quale debba essere la prospettiva di sviluppo della nostra agricoltura, quale insomma il modello produttivo e di consumi che noi vorremmo alimentare. Pare superfluo a questo punto ribadire come non è utile criminalizzare i prodotti OGM, ma a noi, in Italia, oggi assolutamente non servono se vogliamo continuare a crescere in quella distintività impareggiabile che ci consente di mietere successi nei mercati internazionali.
    L’agricoltura che vogliamo è quella delle centinaia di prodotti a marchio tracciati e capaci di evocare un sentimento che valica l’aspetto nutrizionale in sé per essere potente motore dell’italianità, della storia e della nostra cultura, delle tradizioni e del buon vivere, tipicamente di stile mediterraneo. Di quali OGM vogliamo parlare se ogni campanile ha la sua ricetta, le sue peculiari produzioni, se, in un clima di calo dei consumi, in Italia continuano a crescere le attenzioni per le produzioni biologiche ? E, allora, con atteggiamento scevro da condizionamenti ideologici, credo che la mozione qui presentata in chiave unitaria si ponga con rispetto ed equilibrio a difesa della nostra agricoltura troppo spesso sottaciuta da quell’Europa che tutela i pesci dimenticandosi dei pescatori, che non consente il tappo antirabbocco sulle bottiglie d’olio da tavola, che respinge con troppo interessata veemenza le nostre domande sull’etichettatura e sulla tracciabilità.
    La PAC cui siamo abituati, è una politica agricola comune generata, condizionata ed alimentata da risorse, non un New Dealagricolo, ma calcoli di banchieri e ragionieri per distribuire e, talvolta, sperperare risorse del contribuente europeo (Applausi dei deputati del gruppo Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente); un modo un po’ stantio di disegnare modelli, ma anche una necessità, nella quale, però, già traspaiono diverse impostazioni.Pag. 156
    Abbiamo assistito al prevalere del peso per ettaro nella distribuzione delle risorse a vantaggio dei Paesi new entry e del nord Europa a danno di quell’agricoltura di qualità che noi si rappresenta nel mondo. Dimentichiamo troppo spesso che la nostra agricoltura ci consente di esprimere nel mondo il più alto valore aggiunto per ettaro, a testimonianza di quella qualità irripetibile e distintività impareggiabile che non sa prescindere dai luoghi, anzi, che esalta il topos diventandone un tutt’uno. Il lardo di Colonnata, il prosciutto di Sauris, la mozzarella di bufala campana, le arance di Ribera, il pecorino sardo come si conciliano con gli OGM ? Che c’entrano ? Si contrappone un’agricoltura europea delle quantità ed uguale, monocromatica, monotona ed indistinta. Tutto questo non solo non ci appartiene, ma, addirittura, ci riteniamo distinti, diversi, alternativi a quella prospettiva.

    Certo, se d’un colpo pensassimo anche noi in Italia ad aprire le porte alle coltivazioni OGM, quale appeal avremmo più nei confronti dei mercati internazionali ? Quale biodiversità rappresenteremmo ? Quale distintività potremmo marcare ? Cosa ci distinguerebbe dalle produzioni intensive del nord Europa, delle Americhe o del sudest asiatico ?

    Per questa ragione, il nostro «no» alle coltivazioni OGM è fermo quanto non ideologico, semmai razionale, pragmatico, politico nel senso più proprio del termine, per consentire al nostro Paese di guidare nel mondo quella battaglia per la qualità e la tracciabilità assoluta che rende il nostro olio unico al mondo, i nostri vini straordinariamente evocativi, la nostra mozzarella di bufala potente biglietto da visita del made in Italy nel mondo. Questo nostro giudizio, questa nostra valutazione, non può pregiudicare le prospettive di ricerca che la scienza, in piena autonomia, può e deve celebrare in quei modi e in quelle forme che, nel rispetto del principio di precauzione, consentano quel libero arbitrio proprio di una ricerca che, in quanto tale, sarebbe dannoso frenare. Anzi, l’Italia proprio su questo fronte ha un’importante tradizione, che ha reso la nostra agricoltura ancora più robusta e competitiva; e guai a pensare ad una sorta di blackout scientifico, che renderebbe il nostro sistema più debole, le nostre imprese meno competitive, privandole di quell’innovazione che consente tradizione e qualità.
    Il gruppo del PdL ribadisce la propria adesione al contenuto della mozione esposta, con la quale si impegna il Governo ad avviare tempestivamente le procedure per l’adozione di misure urgenti, avvalendosi eventualmente della facoltà ad esso riconosciuta dall’articolo 54 del regolamento (CE) n. 178. Si tratta, in particolare, della possibilità di ricorrere a misure cautelari adeguate per evitare i rischi che possono derivare per la salute umana, per la salute degli animali, per l’ambiente dall’utilizzo, coltivazione e diffusione dei prodotti ottenuti con organismi geneticamente modificati. In tale ambito, un contributo decisivo può derivare dal sostegno e dal potenziamento della ricerca scientifica e tecnologica nel pieno rispetto del principio di precauzione, in modo da poter contare su criteri di valutazione sulle coltivazioni OGM il più possibile condivisi anche dalle istituzioni europee.
    È valutazione di tutti i componenti del gruppo che non osta l’assunzione da parte del Governo dei provvedimenti ritenuti urgenti e conformi alla citata disposizione comunitaria quanto statuito dalla recente ordinanza della Corte dei giustizia, che, anche a fronte dell’interpretazione ivi recata in ordine all’autorizzazione all’utilizzo di prodotti geneticamente modificati, non ha escluso il ricorso agli strumenti di carattere cautelare, di cui al citato regolamento, in materia di sicurezza alimentare.

    Per questa ragione, convintamente, esprimiamo il nostro voto a favore della mozione, ricordando e ringraziando per il lavoro fatto i colleghi che hanno contribuito alla utile mediazione e, tra tutti, la collega Faenzi. Questa mozione esprime, con realismo e pragmatismo, una posizione che tutela la ricerca, che protegge le tante varietà di produzioni agricole, che alimenta le opportunità di mercato estero e soprattutto che pone all’Europa una questione centrale sul modello di agricoltura che l’Italia vuole.