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    Intervento dell’on. PALESE

     

    Palese

    Intervento dell’ on. PALESE in merito alla “Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”

    On. ROCCO PALESE

    Signor Presidente, onorevoli colleghi,

    il disegno di legge di conversione che giunge in Aula oggi interviene su una moltitudine di settori e contiene una notevole quantità di disposizioni ampie e complesse, molto spesso eterogenee fra loro, che si inseriscono all’interno di un contesto europeo più generale, rappresentato dalle raccomandazioni rivolte all’Italia nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività rappresentata dal semestre europeo per il 2013 e presentate dalla Commissione europea lo scorso maggio. L’impianto normativo, a seguito di un ampio, approfondito e certamente complesso esame predisposto dalle Commissioni affari costituzionali e bilancio, riunitesi nelle scorse settimane a partire dallo scorso 2 luglio, è stato certamente migliorato sotto il profilo della qualità, dell’efficienza e della valutazione dell’impatto sulle norme vigenti attraverso un’intensa attività emendativa, anche grazie al contributo di tutti i colleghi di tutti i gruppi parlamentari.  La qualità delle disposizioni del provvedimento approvato nelle Commissioni riunite risulta dal complesso condivisibile e coerente sia con i saldi e i vincoli di finanza pubblica sia con l’obiettivo comune ed unificato di sostenere il tessuto socio-economico nazionale, per rafforzare le prospettive future dell’economia italiana, avvolta dalla morsa di una crisi economica, certamente la più intensa dalla fine della seconda guerra mondiale. Le criticità delle condizioni economiche e sociali del Paese, gli effetti recessivi e regressivi che ormai da sei anni si stanno manifestando sull’economia reale, facendo indietreggiare il tenore di vita di larghi strati della popolazione, impongono scelte urgenti e coraggiose per chi è alla guida del Paese. Il provvedimento, pertanto, si inserisce all’interno di quelle ulteriori misure di rilancio già approvate dal Parlamento nel corso di questo inizio di legislatura, attraverso i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, gli interventi di alleggerimento del peso fiscale sul settore immobiliare e sulle imprese, il sostegno ai lavoratori disoccupati attraverso il ricorso ai sussidi previsti per la cassa integrazione e le misure di incentivo relative agli ecobonus. Tutti interventi che, attraverso la decretazione d’urgenza, rappresentano un insieme di misure che, nella loro complessità, si intendono indirizzate e concentrate in un’azione comune rivolta proprio a sostenere le famiglie e le imprese, con un unico obiettivo di rilanciare la ripresa e i consumi interni e migliorare, pertanto, i tristi numeri del prodotto interno lordo, che ha perso ben sette punti percentuali rispetto al 2007.  Pertanto, nonostante i ristretti ambiti su cui intervenire, considerando i margini di spesa pubblica ridottissimi a causa dei vincoli di bilancio europei e degli impegni internazionali presi per il pareggio di bilancio, il decreto-legge che ci accingiamo a discutere e a votare in questa settimana ritengo possa essere valutato positivamente. Nell’ambito dei contenuti del provvedimento che ci apprestiamo oggi a votare, il disegno di legge di conversione, inizialmente, così com’è stato già ricordato, composto da ottantasei articoli, suddivisi in tre titoli, che recano rispettivamente misure per la crescita, per la semplificazione, per l’efficienza del sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile, prevede, nella prima parte, una serie di misure per il sostegno alle imprese, per il potenziamento dell’Agenda digitale italiana e per il rilancio delle infrastrutture. Tra le disposizioni più significative e di maggior rilievo previste all’interno del Capo I del Titolo I evidenzio, nella prima parte, le misure rivolta alla crescita e allo sviluppo attraverso l’estensione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese anche ai professionisti nel limite di assorbimento delle risorse non superiore al 5 per cento. È prevista, inoltre, la possibilità del credito agevolato per i macchinari, la cosiddetta «nuova legge Sabatini», inizialmente limitata alle piccole e medie imprese, allargata anche alle microimprese e Pag. 42ai settori dell’agricoltura e della pesca. Inoltre, saranno agevolati anche i finanziamenti concessi dalle società di leasing, oltre a quelli concessi dalle banche. Ulteriori interventi di semplificazione in materia fiscale volti a sostenere l’economia sono le modifiche alla disciplina delle responsabilità fiscali negli appalti, l’abrogazione del modello relativo alla semplificazione della dichiarazione annuale presentato dai sostituti d’imposta. Inoltre, si prevede una serie di misure finalizzate ad agevolare i contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità. In particolare, si estende fino a dieci anni, fino a centoventi rate mensili, la possibilità di rateizzazione del pagamento delle imposte nei casi di comprovata difficoltà.  Grazie ad una proposta emendativa approvata e presentata dal gruppo del PdL, non potrà essere sequestrato da Equitalia o dall’agente della riscossione il macchinario o il bene mobile se l’azienda o il professionista dimostreranno che esso è strumentale alla propria attività. Si completa il federalismo demaniale, con il trasferimento agli enti locali di immobili pubblici attualmente gestiti dalle amministrazioni statali. Sono previsti, inoltre, interventi di sostegno anche per il trasporto pubblico locale con la disposizione che ripiana i debiti regionali. In tema di energia, ricordo come il provvedimento prevede l’estensione per il GPL, oltre che per il metano, dell’accesso al Fondo per la regionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti. Nel settore delle energie rinnovabili si introduce, invece, il meccanismo di regime di uscita graduale degli incentivi per i titolari di impianti alimentati da bioliquidi. Per recuperare i livelli di competitività in ambito agricolo, il decreto-legge stabilisce, inoltre, la riduzione dell’accisa sul gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra pari al 22 per cento rispetto all’aliquota ordinaria che viene ridotta a 25 euro per mille litri. Nel programma «6.000 campanili» è, inoltre, estesa per i piccoli comuni la realizzazione di reti infrastrutturali telematiche. Ricordo, inoltre, che, all’interno del medesimo piano, sono previsti finanziamenti pari a 100 milioni di euro a valere sui fondi strutturali comunitari. Segnalo alcune norme sulla digitalizzazione dei servizi, che intervengono su materie già oggetto in tempi recenti di altri provvedimenti d’urgenza in materia di agenda digitale che seguono quelle del decreto-legge n. 70 del 2011, il decreto sviluppo del Governo Berlusconi, e di due decreti del Governo Monti, rispettivamente n. 83 e n. 179 del 2012.  L’insieme delle suindicate norme, che si inseriscono all’interno di quelle disposizioni introdotte dal Governo Berlusconi nel recente passato, proseguono, quindi, nella realizzazione di quelle misure di rilancio da cui l’Italia non può prescindere in tema di modernizzazione dei servizi per le imprese e ai cittadini e, quindi, per l’intensificazione della diffusione della banda larga e ultralarga fortemente sostenuta nel recente passato dall’ex Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Brunetta. In materia di spending review, si introduce la figura del Comitato interministeriale in forma permanente e sarà presieduto da un commissario che dovrà presentare, entro venti giorni dalla nomina, il programma. Per l’Expo 2015, il comune di Milano potrà utilizzare la tassa di soggiorno per finanziare la Milano 2015 City Operations, che rappresenta il piano per l’immagine turistica della città. Il disegno di legge di conversione, inoltre, prevede aree di intervento attraverso un corposo numero di norme per il rilancio di infrastrutture, edilizia, urbanistica. Il provvedimento interviene, infatti, con numerose norme, alcune delle quali di rilevante interesse, finalizzate ad avviare tempestivamente una serie di opere pubbliche e consentire, in una fase attuale di crisi economica così depressiva, una ripresa di un settore, qual è quello delle costruzioni, così pesantemente investito dal calo della produzione. Un’ulteriore norma che rafforza i segnali d’importanza del rilancio socio-economico che il decreto-legge configura è l’ulteriore stanziamento per l’edilizia scolastica. Inoltre, ai 300 milioni di fondi INAIL previsti per il piano di manutenzione straordinaria, se ne aggiungono altri 150, che si indirizzeranno per un successivo piano prioritariamente rivolto per lo smaltimento dell’amianto. Nel capitolo semplificazioni, un ulteriore gruppo di norme riguarda gli interventi in materia ambientale. Si tratta di disposizioni aventi l’obiettivo di semplificare le norme ambientali, al fine di determinare ricadute significative per la diminuzione di oneri a carico degli operatori interessati ed accelerare le procedure amministrative relative agli interventi, con positive conseguenze per la crescita delle attività economiche interessate. Tali obiettivi sono perseguiti senza diminuire le garanzie di tutela delle risorse ambientali. Sempre in materia di infrastrutture, c’è il Piano nazionale per la sicurezza stradale e, inoltre, sempre in materia stradale e di disposizioni relative al codice della strada, ritengo opportuno rilevare come la proposta emendativa avanzata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, favorevolmente accolta dalle Commissioni riunite, che stabilisce lo sconto del 30 per cento sulle multe pagate entro cinque giorni, consentirà senz’altro di ridurre i tempi per l’amministrazione dello Stato dei dovuti incassi, favorendo, pertanto, un gettito finanziario più immediato e consentirà, dall’altro lato, un onere più leggero per i trasgressori. Sono previsti, ancora, interventi in favore di un settore strategico e fondamentale per il Paese, ovvero il sistema portuale. Un altro novero di misure dirette in materia di semplificazioni sono quelle rivolte alla ricerca fondamentale industriale all’università e agli enti ricerca e prevedono una pluralità di interventi volti a favorire lo sviluppo dell’attività tramite il sostegno del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

    Con la parte finale del provvedimento si interviene in una serie di ambiti volti a migliorare l’efficienza – sono alla fine, signor Presidente – del sistema giudiziario, giudicato dalla Banca mondiale il tallone d’Achille del nostro sistema economico. Si introducono misure per la definizione del contenzioso civile, attraverso la riduzione di quanto risulta pendente, nonché l’incremento dei giudici ausiliari, con la nomina di una platea di figure professionali specifiche e determinate in grado di aggredire ed incidere adeguatamente il grave arretrato civile esistente presso gli uffici a livello nazionale.
    Onorevoli colleghi, il decreto-legge, in considerazione della moltitudine delle disposizioni previste ed evidenziate nelle considerazioni precedentemente esposte, che rilevano le numerose aree di intervento che coinvolgono nella sostanza l’intero ordinamento dell’amministrazione statale, intende perseguire nella realizzazione degli impegni intrapresi da questo Governo, caratterizzato dalla sua natura emergenziale.

    Sul piano della politica economica, finanziaria e sociale, dell’iniziativa europea e, insieme, del cronoprogramma di 18 mesi per le riforme istituzionali già partito anche in Parlamento con il primo voto sulla legge costituzionale che ne faciliterà il percorso, il decreto-legge oggi all’esame, per quanto migliorabile e perfezionabile – come, del resto, qualsiasi altro testo –, è tutto rivolto, nonostante le esigue risorse finanziarie disponibili, a stimolare la ripresa economica, ancora ardua, e innestare meccanismi virtuosi, in grado uscire finalmente dal tunnel di una crisi insopportabile, in favore delle imprese e delle famiglie italiane.

    Altre misure d’urgenza sono all’esame del Governo e del Parlamento, relative alle soluzioni di politica fiscale, economica e del lavoro, stanno per essere sciolte. Necessita, pertanto, a mio avviso – e concludo –, un comune senso di urgenza e di determinazione da far valere anche nel contesto europeo.
    Do atto ai rappresentanti del Governo nelle Commissioni di aver svolto non solo una presenza costante, ma anche un proficuo confronto: e questo era doveroso affermarlo anche in quest’Aula.