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    Dichiarazione di voto dell’ on. PALESE sulla questione di fiducia

     


    Palese

    Dichiarazione di voto dell’ on. PALESE sulla questione di fiducia relativa alle “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”

    On. ROCCO PALESE

    Signor Presidente, onorevoli colleghi,

    nel corso delle dichiarazioni programmatiche dell’insediamento del Governo, il Presidente del Consiglio Letta, ricevendo la condivisione pressoché comune di questa Assemblea, ha ricordato come il momento che l’Italia e l’Europa si trovano a vivere oggi è di portata eccezionale, affermando, altresì, che, nell’elaborazione di posizioni comuni, come quella elaborata dai colleghi Brunetta, Baretta e Occhiuto attraverso le mozioni presentate in vista del Consiglio europeo del giugno scorso, si sono raggiunti importanti intese per dare all’Europa un contributo italiano innovativo.
    È da quelle premesse macroeconomiche che l’azione di questo Governo, nato, come dicevo prima, in una fase eccezionale e caratterizzata da profondi cambiamenti della vita sociale ed economica a livello globale, le cui peculiarità, tuttavia, non sono esclusivamente improntate su sentimenti di gravità ed urgenza, ma, direi, anche di speranza e ottimismo, prosegue il suo cronoprogramma di 18 mesi, sia per una revisione complessiva dell’architettura istituzionale e di ammodernamento dell’apparato dello Stato sia per l’individuazione di tutte le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il processo necessario di risanamento della finanza pubblica.

    Di solo risanamento l’Italia muore ! Senza crescita e senza coesione l’Italia è perduta. Il Paese, invece, può farcela e, per ripartire, tutti devono essere motore di questa nuova energia positiva. L’architrave di questo Esecutivo e della maggioranza che lo sostiene deve essere rappresentato da una necessaria sintonia tra le azioni del Governo e quelle delle banche e delle imprese, che devono essere mirate ad una crescita di lungo periodo degli attori economici, per superare gli annosi ritardi dell’Italia in termini di crescita della produttività e della competitività. In tale contesto, la qualità delle disposizioni contenute all’interno del disegno di legge di conversione su cui è stata posta la questione di fiducia da parte del Governo determinerà un impatto positivo, e ritengo efficiente, sull’economia reale nazionale, tuttora stretta da una crisi economica così grave e recessiva sul tessuto economico e sociale del nostro Paese, proprio per una serie di disposizioni importanti per il Paese, che incidono in modo sostanziale nell’economia reale.  Mi riferisco alle disposizioni in materia di appalti pubblici e di concessioni di lavori pubblici, di infrastrutture strategiche e di manutenzione del territorio, di concessioni autostradali, di edilizia, di urbanistica, in materia ambientale, nel settore portuale, nonché alle disposizioni in tema di giustizia e di lavoro, di ricerca scientifica e, da ultimo, in ambito sanitario. Il provvedimento, a mio avviso, contiene una serie di ambiti di intervento tutti rivolti alla crescita e allo sviluppo delle imprese e delle famiglie, collegati da un unico e fondamentale pilastro, rappresentato dalle misure di semplificazione in materia di procedimenti amministrativi e burocratici da parte della pubblica amministrazione. Il disegno di legge, pertanto, si inserisce all’interno di quelle ulteriori misure di rilancio approvate nel corso degli scorsi mesi, attraverso i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, gli interventi di alleggerimento del peso fiscale sul settore immobiliare e sulle imprese, il sostegno ai lavoratori disoccupati attraverso il ricorso ai sussidi previsti per la cassa integrazione, le misure di incentivo relative agli eco-bonus. Sono tutti interventi che, attraverso la decretazione d’urgenza, rappresentano un insieme di misure che, nella loro complessità, si intendono indirizzate e concentrate in un’azione comune rivolta proprio a sostenere le famiglie e le imprese, con l’unico obiettivo di rilanciare la ripresa ed i consumi interni, e migliorare, pertanto, i tristi numeri del prodotto interno lordo, che, come evidenziavo nel corso del mio precedente intervento, ha subito un calo gravissimo. Evidenzio che, se nel corso dell’impegnativo esame del provvedimento presso le Commissioni riunite affari costituzionali e bilancio sono state sottolineate differenti sollecitazioni da parte dei gruppi parlamentari finalizzate a migliorare l’impianto complessivo delle aree di intervento sugli appelli e gli inviti a scelte di politica economica diverse, volte a scuotere un’economia fiaccata in settori vitali, ciononostante, a mio avviso, risulta essenziale non perdere di vista il quadro complessivo dei risultati ottenuti ed ottenere degli impegni e dei vincoli da osservare.  Aggiungo, inoltre, inserendomi con quanto disse il 31 maggio scorso il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sui sacrifici compiuti per conseguire e consolidare la stabilità finanziaria, che l’inversione del ciclo economico verso la fine dell’anno è possibile.  L’uscita dalla procedura per deficit eccessivo ne è un primo frutto, da non dissipare, e va considerato, pertanto, un investimento su cui costruire. Sono convinto che, nella situazione in cui ci muoviamo, occorre la massima ponderazione, senza oscurarne i dati di gravità, nell’osservanza anche degli ultimi indicatori forniti dal bollettino economico della Banca d’Italia, che evidenziano, nonostante nello scorso trimestre si sia registrato ancora un calo del prodotto interno lordo, con qualche più recente segno di miglioramento nella produzione industriale e nella spesa delle famiglie, alcuni dati positivi sulla condizione dei conti pubblici, come sulle partite correnti della bilancia dei pagamenti, non ignorando i fenomeni più gravi relativi al mercato del lavoro o alle difficoltà e al costo del credito alle imprese. Pertanto, nonostante i ristretti ambiti su cui intervenire, considerando i margini di spesa pubblica ridottissimi, a causa dei vincoli di bilancio europei e degli impegni internazionali presi per il pareggio di bilancio, il decreto-legge (su cui il Governo ha posto la fiducia, che il nostro gruppo vota con convinzione) che ci accingiamo a discutere e a votare questa settimana, ritengo possa essere valutato positivamente in una prospettiva di proseguimento per quei provvedimenti già approvati in temi di rilancio dell’economia, nel solco di un processo di semplificazione della vita pubblica per le imprese, i cittadini e la pubblica amministrazione, in grado di garantire maggiore competitività. Ritengo che per i contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità il decreto-legge estende fino a dieci anni – provvedimento, questo, importantissimo –, fino a 120 rate mensili, la possibilità di rateizzazione del pagamento delle imposte, nei casi di comprovata difficoltà. Altro elemento essenziale: i provvedimenti su Equitalia, quello sul codice degli appalti, tutti provvedimenti che servono a stimolare l’economia, a snellire le procedure burocratiche, a innovare, soprattutto, nel contesto dei provvedimenti che riguardano l’Agenda digitale e la digitalizzazione dei servizi ed interventi in tale ambito che continuano in misure. Le misure più rilevanti riguardano il piano, precisamente esposto, dei «6000 Campanili», il fondo per i piccoli interventi per i piccoli comuni, e tante e tante altre misure che sono contenute all’interno del decreto, che è stato fortemente migliorato con il contributo che ha avuto da parte di tutti i gruppi e di tutti i componenti delle due Commissioni, nel contesto dell’elaborazione di un provvedimento che oggi, senza se e senza ma, è ritenuto essenziale per il prosieguo dell’economia del Paese.  Pertanto, Signor Presidente, onorevoli colleghi, concludo il mio intervento nella convinzione che il provvedimento di oggi si inserisce all’interno di un più ampio mosaico di misure d’urgenza, già approvate nel corso dei due precedenti mesi di avvio della legislatura, e funge da trampolino per favorire condizioni più favorevoli alle attività di imprese, in particolare quelle di piccola e media dimensione, per sostenere le famiglie e i cittadini nell’attuale fase, così mutevole, della società italiana, all’interno del sistema complessivo del funzionamento più semplice e snello dell’intero apparato della pubblica amministrazione.

    Il Paese aspetta da troppo tempo le misure proposte e non può più attendere. Per questi motivi il gruppo del PdL voterà con convinzione la fiducia, con l’auspicio che anche in questa sede le opposizioni assumano lo stesso atteggiamento responsabile che hanno assunto nelle Commissioni, contribuendo sia per quello che riguarda il contributo di merito, migliorando il decreto, sia per quello che riguarda anche la tempistica, consentendo l’approvazione e consentendo che il provvedimento giungesse qui in Aula. Auspico che le opposizioni anche oggi, per il bene del Paese, assumano lo stesso ha atteggiamento di responsabilità.