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    CICCHITTO: Mediaset, “Su Napolitano non c’è pressione indebita”

     

    PDL: UFFICIO DI PRESIDENZA A PALAZZO GRAZIOLI

     

    Invocare un intervento pacificatore del presidente della Repubblica, nell’ambito dei suoi poteri istituzionali non è una indebita pressione, come dice Epifani, ma proprio il tentativo di far diminuire la pressione politica che si è molto elevata. Lo dice anche chi, come il sottoscritto, mantiene la sua positiva valutazione sull’attuale governo, ma che nel contempo deve fare i conti con il fatto che nè dalla Corte di Cassazione nè prima dalla Corte Costituzionale è venuto il minimo contributo alla pacificazione anzi sono arrivati interventi di segno opposto che hanno chiaramente l’effetto di indebolire le posizioni moderate e costruttive esistenti nel centrosinistra e nel centrodestra. Le attuali convulsioni politiche derivano da un fatto assai preciso. Questo governo, oltre alla sua azione sul terreno economico e delle riforme istituzionali, implicava anche una pacificazione che attenuasse quello scontro frontale tra berlusconismo e antiberlusconismo fondato sull’uso politico della giustizia che ha portato al fallimento della seconda Repubblica reso evidente dal risultato delle elezioni del 2013 caratterizzate dalla vittoria del movimento 5Stelle e dal pareggio fra il Pd e il Pdl. L‘obiettivo di un inizio di pacificazione è stato vanificato proprio da una accentuazione dell’uso politico della giustizia che ha comportato altre iniziative giudiziarie contro Berlusconi una sentenza nella quale la Corte di Cassazione non ha avuto il coraggio di entrare in rotta di collisione con quella Procura di Milano che da anni esercita una sorta di dominio su ogni ordine e grado della magistratura italiana anche indipendentemente dalla affiliazione di corrente. Ciò ha portato all’irreparabile e cioè al fatto che il leader dello schieramento di centrodestra è stato condannato a 4 anni di reclusione e privato dei diritti politici e di libertà.